DERBY BOLOGNESE
BASKET,ORE 12 IL DERBY E' SERVITOIl Derby non è mai uguale a sé stesso. Ecco, l’abbiamo detto un’altra volta. Se poi occorresse una conferma a questo strabiliante luogo comune eccovi servito il numero novantotto della serie. Diverso, appunto. Inprevedibile, forse. Di sicuro una rivoluzione rispetto a quelli della passata stagione, sorvolando sul Trofeo Carisbo che aveva l’aria di un piacevole aperitivo di tarda estate. La rivoluzione è presto detta: Virtus regina della difesa, Fortitudo in cerca di equilibri e identità. In affanno e in rincorsa.
Il nuovo corso bianconero è scritto nei 63,25 punti subìti in media dopo quattro gare. La squadra che scialacquava ha chiuso il portone. Spirito di un gruppo che ha imparato a conoscersi, e ha saputo inserire in fretta i nuovi arrivati. Il nuovo corso dell’Aquila è un cantiere aperto, con Frates che ha il suo bel da fare a indirizzare il talento, che esiste, dei singoli soldati di una truppa che fin qui troppo spesso ha marciato in disordine.
Una squadra che ha già mostrato la sua personalità, una che ancora vive di fiammate, nemmeno troppo alte. Ma è il derby, e a far scommesse si rischia.
La Virtus ha il bastone del comando, quattro partite e quattro vittorie. Dovesse vincerla, sarebbe sola e felice di stare lassù, approfittando del passo falso di Siena. Ha una grande occasione, non vince da quattro stracittadine (sei, volendo contare anche quelle del suddetto Carisbo) e da oltre quattro anni. Ha in mano il pallino, che significherebbe maggior pressione addosso.
Toccherà a Markovski, uno che anche quando è teso non lo dà mai a vedere, infondere tranquillità e sicurezza alla sua banda. Per la Fortitudo, oggi come oggi, non è questione di classifica. Di sopravvivenza, semmai. Di un’idea, di un progetto che, dovesse arrivare l’ennesimo stop, subirebbe cambiamenti in corso d’opera.
Nel caso, non dovremmo interrogarci più semplicemente sul futuro di Frates, ma anche (piuttosto?) su quello di qualche giocatore. Quelli che, secondo Martinelli, devono ripassare la storia dello spirito Fortitudo. Extracomunitari per primi. La vigilia è fatta anche di fatiche fisiche e mentali. Più toste quelle della Fortitudo, in viaggio per l’Europa mentre la Virtus registrava il motore a casa propria. Un punto in più, ma se il derby è ancora il derby oggi potrebbe contare relativamente.
Un’occasione, infine, per mettere d’accordo tutti: acquistare un libro che tiene viva la memoria di un grande uomo. «Semplicemente il Prof», semplicemente la storia di Enzo Grandi. Ci sono le testimonianze di chi l’ha conosciuto, c’è la passione di Patrizia Minghetti e Sandro Gallo che l’hanno assemblato, c’è uno scopo nobile perché il ricavato andrà all’Hospice Seragnoli. Se avete voglia di acquistarne una copia, prendetene due. Un amico a cui regalarlo si trova sempre.
Marco Tarozzi

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