FORTITUDO - MARTINELLI
'Aquila, orgoglio altrimenti si cambia'Il presidente non vuole perdere per uscire dalla crisi. 'E' un match particolare per tutti, non solo per Belinelli e Bluthenthal'
Il presidente biancoblù Michele Martinelli in clima da derby:
«Tutte le partite sono importanti, soprattutto per noi che abbiamo bisogno di uscire da una crisi. Il derby diventa un appuntamento a cui non si può mancare soprattutto quando si è guasconi come me».
Con Livorno la Fortitudo ha vinto, eppure lei non ha mai applaudito. Come mai?
«Non è del tutto esatto, nel primo tempo la squadra mi è piaciuta e l’ho applaudita. Nel secondo, invece, abbiamo ancora una volta mostrato il nostro lato peggiore. Per i primi venti minuti abbiamo fatto il nostro, poi loro ci hanno fatto il nostro…».
Condivide il giudizio duro di Frates?
«Non faccio analisi tecniche, dato che allenare non è il mio mestiere ma se ha sgridato i giocatori per come hanno giocato il terzo e il quarto quarto, ha fatto benissimo».
Dopo un inizio così travagliato, cambierebbe qualcosa in questa squadra?
«La squadra tecnicamente è perfetta, semmai mi sembra essere ‘sine animis’, ed è questo il difetto più grave. Ma confido che le cose cambino abbastanza in fretta».
E se la Fortitudo si dovesse presentare ‘sine animis’ al derby, che succederebbe?
«Mi auguro che almeno in quella occasione la squadra abbia l’orgoglio di giocare al massimo delle proprie pontenzialità. Se non dovesse succedere penserei che la situazione è davvero irrecuperabile e allora inizierebbero i cambiamenti».
Virtus, prima in campionato, una sorpresa o se lo aspettava?
«Sinceramente non lo so, perché non sono abituato a guardare in casa degli altri, quello che so è che noi ci presenteremo in casa loro per vincere».
Parlerà alla squadra?
«Sì, non so ancora quando ma ho intenzione di farlo».
Che cosa dirà?
«Certe cose è bene che rimangano all’interno dello spogliatoio. A grandi linee posso dire che ricorderò a tutti quanto è bello vincere una partita come questa».
Che cosa ha di particolare?
«Io sono un guascone, uno che non si prende molto sul serio, anche perché solo gli insicuri si prendono davvero sul serio. Questa è una città divisa e vincere una gara come questa dà un senso di superiorita e quindi di tranquillità, indipendentemente dalla classifica».
Pensa che per Bluthenthal e Belinelli sarà ancora più particolare?
«Per tutti e ventiquattro i giocatori sarà più particolare, così come per i tecnici e i dirigenti. Non ci si isola dall’aria che si respira, e a Bologna è innegabile che il derby sia sempre nell’aria».
Parla del derby bolognese come fosse un vero intenditore. Quello abruzzese tra Roseto e Teramo, l’ha così temprata?
«Neppure lì si scherza e sebbene io abbia un bilancio più che positivo con nove vinte e solo due gare perse, sono proprio quelle due a non andarmi affatto giù, per questo a Bologna conto di non perdere neppure quelle due».

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