venerdì, ottobre 27, 2006

VIRTUS - SABATINI

'Se la Virtus vince Frates condannato''

La Vidivici è più serena: prima col gruppo e la difesa.Noi dobbiamo pensare a qualcosa che va oltre al derby. La Climamio invece no. Non se lo può permettere'

Sabatini, è la settimana più lunga?

«Credo sia più lunga per la Fortitudo».

Lei, però, non ha mai vinto un derby. E la Virtus non lo porta a casa dal 2002.

«Abbiamo giocato quattro gare e conquistato otto punti. Stiamo mettendo fieno in cascina. Anche perdendo, domenica, la Virtus resterà avanti».

Ma non le manca il successo nel derby?

«Noi dobbiamo pensare a qualcosa che va oltre al derby. La Fortitudo invece no. Non se lo può permettere».

Sta cercando di mettere pressione sulla Climamio?

«La pressione non la metto io. Leggo i giornali, mi sembra che la situazione sia trasparente. Frates non può perdere. Non se lo può permettere».

Perché?

«Per lui sarebbe una condanna».

Virtus in testa, perché?

«Clima disteso e piedi ben piantati per terra. Dobbiamo solo lavorare in palestra, aspettando il ritorno di Michelori. Abbiamo giocato quattro gare. Quattro partite con squadre che hanno giocato male. Solo alla fine del girone d’andata, credo, capiremo perché. Se perché il torneo è agli inizi o costretti dalla difesa della Virtus».

Avete vinto a Roma.

«Avessimo perso mi sarei arrabbiato».

Aveva scommesso sulla vittoria?

«No. Pur non giocando benissimo, non abbiamo mai mollato. E alla fine avremmo dovuto vincere di 15».

Alla vigilia di Pasqua perse il derby con il canestro di Green, che aveva inseguito in estate. Non teme che Bluthenthal, con il quale aveve trattato a lungo, possa punirvi?

«Blu è uno che può fare l’ultimo canestro, come Green, ma anche 40 punti. Credo che l’allenatore migliore per lui sia Markovski. Zare aveva costruito attorno a lui un progetto. In Fortitudo le cose vanno diversamente. In ogni caso noi abbiamo un gruppo che, finora, ha concesso meno di 70 punti a partita. E’ la cartina tornasole di una squadra e una società serene. Non abbiamo pressioni».

E la Fortitudo?

«Sì. E pure tante. Ripeto loro hanno talento, ma domenica scopriranno chi lavora per l’allenatore e chi, invece, si tira indietro».

Di Bella, ha detto che rinuncerebbe alla qualificazione per i playoff pur di vincere i due derby. Condivide?

«Assolutamente no».

Questioni economiche?

«No, per non rinnegare il progetto. Abbiamo dichiarato, un anno fa, di voler lottare per i primi posti in un triennio. Siamo a metà del percorso. Siamo arrivati ottavi, a parimerito, pochi mesi fa, restando fuori dai playoff per differenza canestri. Ora vorremmo ancora arrivare ottavi. Ma con la differenza canestri a favore».

Ha previsto un premio vittoria per il derby?

«No, non ce n’è bisogno. I giocatori sanno quanto potrebbe essere importante per i tifosi».

S’incontrerà con Martinelli prima del derby ?

«Non abbiamo frequentazioni comuni. Per Frates, invece...».

Frates?

«Per il loro coach è meglio pensare al derby. Se non vince rischia di saltare. Si vedrà quanti lo amano e quanti no».

L’ultimo successo Virtus è targato Messina. Tocca a lei o a Markovski chiamare Mosca?

«Se conosco bene Zare — e sono sicuro di conoscerlo bene — è l’uomo più sereno del mondo. Non chiamerà né Mosca né Atene né Parigi: trasmetterà serietà e lucidità. E affronterà questa sfida con grande determinazione».

Un mese fa il doppio derby griffato Carisbo. Cos’è cambiato da allora?

«Il gruppo. Abbiamo un gruppo vero. L’80 per cento dei nostri successi si deve a questo».

Domenica chi invita al PalaMalaguti? Cofferati o Veltroni?

«Tutti e due».

Veltroni è uomo di basket.

«Diciamo che oltre alla passione ha un vantaggio. Ha una squadra sola e può esprimersi pubblicamente».

A chi regalerà una maglia?

«Cofferati ce l’ha già».

E’ pronta quella per Veltroni?

«A lui darei quella della pallacanestro italiana».

di Alessandro Gallo