FORTITUDO
MARTINELLI SPOSA IL PENSIERO ATAMANL’analisi del presidente dopo il ko col Tau: «Il coach ha ragione, l’attacco deve migliorare
Shumpert? Non è sereno. Non ascolto le voci su Belinelli, devo cercare di risolvere questi problemi»
Il giorno dopo, Michele
M ar ti ne l li cerca di
guardare soltanto avanti.
Certo, se gli chiedi
come va ti risponde
«male». Sportivamente
parlando, s’intende.
Ma non vuole sentire
più di tanto il dolore
della caduta col Tau.
La quinta di fila, è vero.
Ma cercando segnali di
rinascita.
«Il fatto è che abbiamo
perso di dieci punti fuori
casa, per di più contro
una squadra come il
Tau. E senza un giocatore
decisivo come
Edney. I numeri bisogna
tenerli sempre sotto
gli occhi, sono importanti
».
I numeri, e l’impressione
a guardarla, dicono
anche di una partita che
a metà strada sembrava
chiusa, e di una forbice
allargata fino a -22 a
ridosso della mezz’ora.
Come se la truppa di
Perasovic a un certo
punto avesse alzato il
piede dall’accelleratore.
Martinelli non la
legge così. «È vero che
siamo stati sotto di oltre
venti punti, ma è
anche vero, e l’ho detto,
che il risultato finale dice
che la differenza è di
dieci punti. E non o
quale squadra che voglia
fare strada in Europa
possa decidere di
tirare i remi in barca,
contro qualunque avversario
».
Sono qui, dunque, in
questo rush finale dell’Aquila
che vogliamo
immaginare vero e intenso,
le speranze in un
futuro migliore. «Non
dobbiamo dimenticare
che abbiamo un nuovo
allenatore, che per il
succedersi degli impegni
di un calendario fittissimo
non ha ancora
potuto mettere mano
decentemente ai meccanismi
della squadra.
Certo, il ritmo delle
partite è frenetico, ma
Ataman deve avere il
giusto tempo per dare
la sua impronta a questo
gruppo».
Intanto lo osserva e
trae conclusioni diverse
da quelle del suo predecessore.
Dice, per esempio,
che il problema
vero sta nell’attacco.
«E personalmente devo
dire che anche a me pareva
che le cose stessero
in questo modo. L’ho
anche detto più volte.
Se è vero che in questa
squadra ci sono attaccanti
molto prolifici, mi
domando quale sarebbe
la nostra classifica se
avessimo tenuto una
media di ottanta, ottantacinque
punti a partita.
Immaginiamo una
Fortitudo che viaggia a
83 per gara: quante ne
avremmo lasciate per
strada?»
Resta un problema di
uomini. Shumpert, per
dire una banalità. Evanescente
anche a Vitoria.
«È un giocatore che
non sembra avere la
giusta serenità per rendere
al meglio». Un giocatore
che ha un piede e
mezzo fuori dal mondo
dell’Aquila, anche se
Martinelli non lo dice.
Dice, invece, di A bdul-
Wahad, che già era
un pallino in tempi non
sospetti. Che oggi è arrivato
e in qualche modo
sta rispondendo alle
sollecitazioni. «Ovviamente
fin qui ha fatto
solo visite mediche e test
attitudinali. Bisogna
vederlo al lavoro con la
palla, vicino ai compagni.
Ma è indubbio che
sia un giocatore di qualità
assoluta». Quasi un’investitura,
e tesseramento
più vicino.
Belinelli, infine. Non ci
sta, Martinelli, a dar
fiato alle voci che lo
vorrebbero in partenza
con l’anno nuovo.
Smentite dai fratelli,
peraltro. «C’è tanta
gente che ha tirato in
aria questa robaccia, e
gli è ricaduta in testa. Io
l’avverto, questa “cupio
dissolvi” che aleggia
nell’aria. Non posso
farci niente, ognuno è
libero di esprimere opinioni.
Io so che quando
ci sono i problemi
bisogna risolverli, non
commentarli. Noi porveremo
a risolverli».
MARCO TAROZZI

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